ATTIVITA' GRANDINIGENA IN TRENTINO NEL 2000

 

Le rilevazioni delle grandinate in Trentino sono attive dal 1974. La rete si compone attualmente di 272 strumenti (grelimetri), distribuiti su 1088 km2 di territorio agricolo della provincia. Le rilevazioni di ogni anno partono con il 1° maggio e terminano con il 30 settembre, ma talora vengono considerati anche eventi occorsi nei giorni immediatamente precedenti o seguenti tale periodo (nel 2000 è stato registrato un evento in aprile, nella notte tra il 15 e il 16). I dati del 2000 sono confrontati con i valori del ventennio 1974 - '93, che costituisce attualmente il riferimento climatico per il territorio provinciale.

In generale il 2000 sarà ricordato come un anno con un autunno tra i più piovosi e lunghi, iniziato verso la metà di settembre ed esteso fino alla prima metà di dicembre. Proprio condizioni di tipo più autunnale che estivo hanno caratterizzato la parte finale dell’estate astronomica, con precipitazioni abbondanti che hanno manifestato il proprio apice il giorno 20 di settembre, con la grandinata disastrosa in valle di Non (vedi articolo apparso su Terra Trentina n. 10/2000). Il riepilogo delle rilevazioni di grandine per l’anno è riportato nella tabella seguente.

ANNO

GIORNI DI GRANDINE

NUMERO DI SEGNALAZIONI

ENERGIA CINETICA TOTALE

[MJ]

EN. CIN. MEDIA PER SEGNALAZIONE

[J/m2]

2000

27

351

75481

53.8

MEDIA 1974 – ‘93

30

295

46186*

37.4

Raffronto tra le misurazioni di grandine dell'anno 2000 e i valori medi per il periodo 1974 - '93.

* valori ragguagliati ad un'area corrispondente a quella coperta attualmente dalla rete

Si nota che, pur presentando l’anno 2000 un numero di eventi (giorni di grandine) leggermente inferiore alla media (circa il 10% in meno), il numero di segnalazioni di grandine (cioè il numero di pannelli colpiti) è nettamente superiore a quello medio (+ 19%). Ma notevole è soprattutto il valore dell’energia cinetica sviluppata dalla caduta dei chicchi: un valore superiore del 63% a quello medio, da attribuire in buona parte alla maggior energia media di ogni grandinata (+ 44%) e secondariamente al numero medio di segnalazioni per grandinata. Da quando esiste la rete di rilevazione grandine in Trentino (1974), energie superiori furono registrate solo nel 1975 (99.978 MJ ragguagliati alle dimensioni attuali della rete). Si è trattato quindi di un anno eccezionale, caratterizzato soprattutto dall’evento principale del 20 settembre, verificatosi ormai quasi inaspettatamente a fine stagione.

Effettuando una suddivisione in zone si ricavano informazioni differenziate per le diverse aree del Trentino. I dati sono riassunti nella tabella seguente. Sono riportati:

  

AREA

NR. SEGN.

SUPERF.

COLPITA

[km2]

SUPERF.

COLPITA

CUMUL.

%

ENERG. CINETICA

MEDIA

[J/m2]

ENERG. CINETICA TOTALE

[MJ]

ENERG.

CINETICA

TOTALE

%

Alta V. di Non e V. di Sole

42

168

183

88.4

14858

19.7

Sinistra Noce

28

112

147

85.4

9564

12.7

Destra Noce

36

144

144

111.9

16115

21.4

Alta Val d'Adige

34

136

81

33.0

4492

6.0

Media Val d'Adige

15

60

52

30.1

1808

2.4

Bassa Val d'Adige

20

80

95

15.8

1264

1.7

Valle dei Laghi

16

64

89

24.5

1566

2.1

Bleggio, Lomaso, Banale

19

76

136

61.3

4660

6.2

Basso Sarca

10

40

59

9.1

365

0.5

Alta Valsugana

38

152

141

18.4

2799

3.7

Bassa Valsugana

62

248

270

45.3

11236

14.9

Valle di Cembra

31

124

221

54.5

6754

9.0

TOTALE

351

1404

135

53.8

75481

100.0

 

Il primo dato che si evidenzia in questa analisi è la forte incidenza delle tre aree nonese, cui compete il 25% di territorio monitorato, nel totale delle energie stimate al suolo: ben il 54%. Altro dato notevole è l’elevata energia cinetica media posseduta dalle grandinate abbattutesi nella valle, superiore a quella di tutte le altre aree in cui il territorio agricolo provinciale è stato suddiviso. Tuttavia, se si osservano i valori di percentuale di superficie cumulata colpita, risulta che la Bassa Valsugana e la Valle di Cembra sono state le aree con il maggior numero di segnalazioni, con percentuali, rispettivamente, del 270% e del 221% (ciò significa che nell’area, in media, ogni singola località è stata colpita da grandine 2,7 volte in Bassa Valsugana e 2,2 volte in Val di Cembra). Le energie cinetiche medie risultano qui inferiori (circa la metà) a quelle della Val di Non. Pure l’area del Bleggio è stata colpita significativamente in più episodi, con energie significative. Va menzionato l’evento del 4 luglio, che si è verificato con violenza a cavallo di tre aree, l’altopiano della Paganella, la Rotaliana e la Val di Cembra, manifestando a Cavedago i valori massimi dell’anno, elevatissimi anche in termini assoluti.

Le aree meno colpite sono risultate, quest’anno, la Valle dell’Adige – Vallagarina e il Basso Sarca, dove sono state registrate grandinate mediamente in una località su due o poco più. Un’eccezione è rappresentata da Mezzolombardo, con un evento localizzato il giorno 5 luglio. In particolare nel Basso Sarca le energie sviluppate sono sempre rimaste su valori modesti (in media 9,1 J/m2); si tratta, del resto, di un’area tradizionalmente poco soggetta al fenomeno, se confrontata con le vallate più interne del Trentino.

 

Segue una cronologia degli eventi principali, con la relativa descrizione meteorologica.

6 giugno

Una saccatura in quota e un minimo sul Golfo di Genova determinano condizioni di instabilità; i temporali, dapprima isolati, si fanno sempre più diffusi dal tardo pomeriggio. Localmente i fenomeni sono intensi (a Ronzo vengono misurati ben 79 mm di pioggia). La grandinata si manifesta su più fronti, ma in particolare sulla Val di Gresta (Ronzo – Chienis: 184 J/m2) e su diverse località della Val di Non.

12 – 13 giugno

Sul Mediterraneo occidentale staziona un centro depressionario che continua a convogliare aria umida e instabile da sud; le temperature sono elevate e nella notte si verificano rovesci e temporali. Il centro della grandinata è la Valsugana, (da Ospedaletto a Levico) ma segnalazioni notevoli provengono anche da Segno e, in misura minore, altri centri della Val di Non.

23 giugno

Dal pomeriggio l’accumulo di calore e l’umidità presente nei bassi strati favorisce la formazione di intensi cumuli sui rilievi. Verso sera si verificano forti rovesci diffusi. Questa grandinata è di portata nettamente superiore a quella precedente: in particolare nel Lomaso sono misurate energie fino a 217 J/m2, ma altre aree colpite risultano l’altopiano di Piné, la Val di Cembra (Giovo) e la Vallagarina.

4 luglio

Una perturbazione interessa le Alpi centro-orientali, portata da un forte flusso da sudovest in quota. Nei bassi strati si forma un minimo barico nel pomeriggio. Si verificano precipitazioni irregolari, con temporali anche forti (fino a 30 mm di pioggia). Alcune località, tuttavia, restano asciutte. Le grandinate interessano estese aree in più zone del Trentino, in totale 13.600 ha. L’area maggiormente colpita è quella che si estende dai due versanti della Piana Rotaliana, da Spor alla Val di Cembra. Un altro nucleo, di intensità inferiore, si estende da Trento alla Valle dei Laghi e al Bleggio. Le località più colpite sono risultate Cavedago (con il valore energetico massimo di tutto l’anno e di tutte le località, in totale 767 J/m2), Spormaggiore, Fai, Mezzocorona, Faedo, Giovo, Lisignago, Lona, Montesover.

9 agosto

Il giorno 8 correnti in quota nordoccidentali interessano le Alpi, mentre un fronte freddo si avvicina in serata. Il veloce transito della debole perturbazione determina tempo instabile con nubi e piogge sparse nella notte. Le grandinate si registrano nelle prime ore del mattino seguente, e colpiscono a carattere intenso ma locale. Segnalazioni notevoli provengono a Tassullo (383 J/m2) e Cles, dal Banale e da Stenico, da Vigolo Baselga. Un altro nucleo secondario colpisce l’alta Valsugana.

16 settembre

Una debole perturbazione transita a nord delle Alpi, facendo filtrare aria instabile sulla nostra regione. Nel pomeriggio e in serata rovesci e temporali localmente di forte intensità. Le grandinate colpiscono quasi solo in Valsugana, nell’area compresa tra Borgo e Villa Agnedo - Ospedaletto, con quest’ultima località particolarmente colpita (energie misurate fino a 263 J/m2). Registrazioni significative provengono anche dal territorio di Vezzano.

20 settembre

Al suolo un’ampia depressione, centrata sulla Scozia, copre tutta l’Europa occidentale; il Mediterraneo è interessato da un minimo barico formatosi sul Golfo di Genova. Alla perturbazione è associato un sistema frontale in occlusione. Il passaggio frontale rilascia l’instabilità responsabile dei forti fenomeni atmosferici osservati: pioggia intensa, grandine e vento a raffiche fortissime, responsabili dell’abbattimento di moltissime piante, in particolare nelle vallate orientali del Trentino. La maggior parte delle segnalazioni di grandine si riferiscono alle ore serali, dalle 18 alle 24. Le stazioni più colpite si trovano in tutta la Val di Non, in particolare a Cloz (con un massimo di 521 J/m2), Romallo, Cles, Sanzeno, ma anche in moltissime altre località. Sono stati misurati in alcuni casi diametri dei chicchi nella classe 2 - 3 cm, nella gran parte delle altre segnalazioni fino a 2 cm. Oltre alla Val di Non, altre segnalazioni notevoli si sono avute nelle Giudicarie (Stenico); registrazioni di importanza relativamente minore pure in Valsugana (Ospedaletto e Roncegno) e in Vallagarina (Ala). In totale l’area colpita è risultata di 37.200 ha. Si può senz’altro affermare che l’episodio grandinigeno del 20 settembre, che da solo incide per il 43% dell’energia totale sviluppata nell’anno 2000, si è rivelato anche uno dei più importanti negli ultimi anni, sia per estensione che per intensità. Se si osservano in particolare i valori di energia cinetica massima sviluppati nella località più colpita, si può ritenere che ad essi competano tempi di ritorno stimabili nell’ordine del secolo (confrontare: Eccel e Ferrari, "La grandine in Trentino"; Quad. di Esper. e Ricerche n.3, Ist. Agr. di S. Michele, 1997).

A cura di E. Eccel

Si ringrazia il sig. Claudio Dalsant per il lavoro di raccolta e interpretazione dei pannelli grelimetrici della rete provinciale